| La
scelta dell’apparecchio adatto
Il nostro Centro dedica molto tempo ai pazienti, verificandone
le capacità di ascolto, calibrando su di loro gli apparecchi
e monitorandone i progressi. La prima cosa che facciamo è
quella di testare l’udito del paziente e valutare la
capacità di comprensione: dopo avere esaminato le orecchie
con uno strumento chiamato otoscopio (serve per verificare
lo stato del condotto uditivo esterno e della membrana timpanica),
eseguiamo un accurato esame dell’udito che serve a verificare
quanto il paziente sente o non sente. Il passo successivo
consiste nel valutare in che misura il paziente comprende
il parlato tramite l’audiometria vocale. Questo esame
ci aiuta a determinare la sua soglia di comprensione.
Terminata la procedura di valutazione, è
il momento di stabilire se sia opportuno l’impiego di
un apparecchio acustico e di che tipo. A questo punto prendiamo
l’impronta dell’orecchio del paziente; se scegliamo
un apparecchio acustico di tipo BTE (retroauricolare da alloggiarsi
dietro il padiglione auricolare), cominciamo con l’eseguire
un calco del canale di ciascun orecchio, che servirà
per la sezione su misura dello strumento. È una procedura
assolutamente indolore per la quale si utilizza una pasta
silicinica morbida che, debitamente miscelata con il catalizzatore,
indurisce nell’arco di 3-4 minuti. Se invece optiamo
per un apparecchio di tipo ITE (intracanalare), il calco dell’orecchio
serve per l’apparecchio nella sua totalità. La
scelta dipende dalla natura della perdita dell’udito,
dalla forma e grandezza del canale e, naturalmente, dalle
preferenze personali!. Quando l’apparecchio è
pronto è tempo per il successivo appuntamento.
Nella fase di applicazione e programmazione,
ci serviamo di un computer per ottimizzare la taratura degli
apparecchi e spieghiamo in maniera dettagliata come inserire,
usare ed avere cura del nuovo apparecchio. Prima di concludere
la visita, riesaminiamo le necessità di ascolto e le
aspettative. Perché più il paziente sa cosa
aspettarsi, più è probabile che ottenga un ottimo
risultato dalla terapia protesica-riabilitativa.
Nelle settimane seguenti vengono fissati
ulteriori appuntamenti per monitorare i progressi del paziente.
Fare l’abitudine al nuovo apparecchio è un processo
che richiede qualche settimana poiché bisogna lasciare
tempo all’orecchio e, soprattutto al cervello, di abituarsi
ai nuovi suoni. La nostra esperienza ci fa preferire un approccio
graduale e man mano che il paziente si abitua all’amplificazione,
interveniamo sui parametri della regolazione per ottimizzarla
in base alle necessità. L’esperienza dimostra
che al termine del periodo di adattamento (circa 4 settimane)
il paziente che ha seguito le nostre indicazioni porta volentieri
gli apparecchi acustici per tutta la giornata dimenticandosi
addirittura di averli. Per i casi ipoacusia più difficili
è richiesto un periodo di adattamento maggiore.
[ torna
su]
|
|
|